di MASSIMO DI CENTA
Tra le tante novità in casa Sappada (l’avvento di Oscar Del Fabbro alla presidenza, partenze eccellenti, arrivi di nuovi giocatori), la più suggestiva è quella di Diego Quinz in panchina. Dopo tanti anni di campo con la maglia biancazzura e alcune stagioni come vice di Renzo Piller, è arrivato per lui il momento di guidare la squadra. «Una decisione maturata – ci dice – quando Piller ha deciso di non continuare il suo rapporto con la società. I dirigenti hanno chiesto a me di prendere in mano la situazione ed io ho accettato molto volentieri, anche perché la profonda conoscenza dell’ambiente non rende la cosa un salto nel buio».
Prime impressioni da allenatore?
«Mi sembra ci siano le motivazioni e l’entusiasmo giusti. Ho avuto conferma di avere a disposizione ottime individualità, adesso starà a me farli diventare un gruppo, anche per creare quella continuità necessaria per ottenere risultati nel tempo».
Sappiamo di diversi arrivi, vero?
«Confermo. Una riguarda il portiere che sarà Giuseppe Visconti, il quale andrà a sostituire Bergagnin, che ha deciso di mollare. Lui è amico di alcuni giocatori della zona di Verona, che verranno a Sappada a lavorare per la stagione estiva e li ha convinti a fare questa esperienza: sono già stati a fare qualche allenamento e devo dire che mi sono sembrati in grado di portare quantità e soprattutto qualità nell’organico. Dovremo farli sentire da subito coinvolti nel nostro progetto».
Tra i tanti arrivi c’è una perdita importante, quella di Marco Fauner, passato all’Ardita. Uno così ti avrebbe fatto comodo?
«Altroché. A chi non farebbe comodo un giocatore come Marco? Abbiamo insistito tanto affinché restasse con noi. Lui però aveva preso la sua decisione e noi non possiamo fare altro che accettarla, sia pur con grande dispiacere».
La società ti ha chiesto la promozione?
«Non abbiamo parlato di obiettivi, ma io personalmente ritengo che possiamo far bene. Intanto proviamo a migliorare il piazzamento dello scorso campionato, quando c’è stato un momento in cui eravamo a un passo dalla zona promozione. Sarà il campo, come sempre, a dirci di che pasta siamo fatti».