Dionisio (Viola): «Spero di vedere nei ragazzi un entusiasmo particolare»

di MASSIMO DI CENTA

Angelo Dionisio e la Viola: lo scorso anno il tecnico alla sua prima esperienza in panchina aveva detto che aveva bisogno soprattutto di capire se avesse potuto fare l’allenatore. Beh, la promozione dovrebbe avergli tolto il dubbio. E quest’anno, in Prima, cosa dici? «Sì, lo scorso anno avevo detto che dovevo capire se potevo fare l’allenatore – conferma -, questa mia riflessione è maturata dal fatto che per me era comunque la prima esperienza con una squadra di adulti, rispetto all’esperienza fatta con la juniores l’anno prima in un torneo, praticamente. Poi, come dici tu, i risultati sono stati ottimi perché è arrivata la promozione in Prima Categoria. Quest’anno cercheremo di fare il massimo possibile per raggiungere la salvezza e riconfermarci per il 2026: senza nasconderci è davvero l’obiettivo che ci siamo dati».

Contento dell’organico che ti ha messo a disposizione la società?
«La rosa che abbiamo formato posso dire che mi soddisfa: abbiamo cercato di non stravolgerla troppo, perché è giusto che i giocatori artefici della promozione abbiano la possibilità di giocare e dimostrare il loro valore nella massima categoria del Carnico, mettendo qualche volto nuovo nei ruoli che ci sembravano un po’ carenti».

Su cosa punterai per il prossimo campionato?
«Non ho una ricetta, spero e mi auguro che i ragazzi abbiano dentro di loro un entusiasmo particolare, proprio perché per la maggior parte di loro questa è la prima esperienza in Prima».

Hai già in mente un canovaccio tattico?
«⁠Ad oggi non ho in mente un modulo definito, allenamenti e amichevoli mi aiuteranno in tal senso».

Spazio a considerazioni personali: vai…
«Mi auguro che la nuova esperienza al massimo livello del campionato, possa essere carburante ed entusiasmo per tutti i giocatori che fanno parte della rosa. Poi vorrei vedere finalmente il salto, in termini di maturità, di alcuni elementi più esperti che da anni fanno parte della Viola e la voglia nei più giovani di misurarsi e mettersi in gioco per questa nuova esperienza, senza timore. Infine, una considerazione più in generale: il gusto di ritrovare in tutti i ragazzi che scendono in campo quella passione per il gioco del calcio che, forse, un po’ nel tempo si è persa».

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